News: Unire Cesano: Verso la Città Policentrica
(Categoria: Programma)
Inviato da Simone Negri
lunedì 11 marzo 2019 - 12:32:55


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Se dovessi riassumere qual è l'architrave in grado di sostenere la gran parte delle idee che ho per il programma amministrativo dei prossimi cinque anni, lo riassumerei così: unire Cesano.

E’ chiaro che la portata trascenda gli aspetti meramente urbanistici (faccio riferimento soprattutto alla comunità e al sociale) ma è evidente che l’assetto del territorio abbia una sua rilevanza. 

Parto da questa evidenza. Abbiamo la fortuna di avere un’identità locale marcata per essere un comune della prima fascia intorno a Milano. Lo dobbiamo alla nostra lunga storia, alla presenza della Sacra Famiglia e, penso, all’esistenza di un centro storico che fornisce un chiaro riferimento geografico e ci rende quell’immagine di paese che Cesano non ha mai perso. Non è valore da poco: ci sono comuni più ricchi del nostro, con i marciapiedi perfetti, aiuole e rotonde da capogiro ma senza una fisionomia così chiara. Sembrano quartieri di lusso di Milano, non realtà autonome.

Nel corso dell’inaugurazione de “I Giardini della Costituzione” ho ricordato che vivevo quest’opera come il completamento del Centro Storico e sottolineando come per me questa fosse una felice intuizione dell’ultima amministrazione Brembilla perché l’introduzione della ZTL ha oggettivamente migliorato la qualità della vita di Cesano e ci ha portato a considerare il nostro centro in un’ottica di pianificazione europea.




Viviamo parallelamente però una contraddizione tutta cesanese. Abbiamo un centro storico che non è in mezzo al paese ma di fatto è appoggiato sul confine con Milano. Nei secoli scorsi il comune era tutto qui e l’arrivo della Sacra Famiglia ha consolidato questa impostazione. Il resto erano tutte campagne, impreziosite qua e là da alcune solitarie cascine. E’ chiaro che con lo sviluppo dell’asse della via Roma e dei quartieri e delle più recenti zone residenziali, le polarità del comune sono cambiate e ne è indice l’apertura di una nuova sede comunale in via Vespucci. 

Sta di fatto che una parte del territorio non vive il centro storico come fulcro della vita cittadina. E’ un’evidenza questa, di cui dobbiamo farci carico.

Questo straniamento ha basi storiche e urbanistiche assolutamente ben definite. I due principali quartieri, Giardino e Tessera, sono stati costruiti fuori dal contesto urbano e sono venuti in contatto con il resto del paese più per conurbazione - le parti si sono toccate nel corso del reciproco sviluppo - che per un reale disegno unitario del comune. Si aggiunga peraltro che dal punto di vista sociale, più di ogni altra zona di Cesano, hanno ospitato il fenomeno dell’immigrazione, a volte di interi paesi che vi si sono trasferiti (es. i terremotati del Belice in Tessera). 

Sicuramente le amministrazioni più recenti hanno compreso questo processo e, a partire dal nuovo millennio, hanno cominciato un prezioso lavoro di ricucitura. Penso su tutto al parco tra la via dei Pioppi e Vespucci, che intitoleremo ad Aldo Moro sabato 16, e che ha fatto cadere una barriera con il quartier Giardino.

C’è ancora molto da fare, soprattutto rispetto al Tessera. Abbiamo la fortuna che rispetto ad altre realtà (penso a Corsico ed a Trezzano ad esempio) noi non abbiamo ostacoli fisici. Non abbiamo cioè una Vigevanese (o peggio due), una ferrovia o il Naviglio che dividono il comune in parti. 

Dobbiamo muoverci secondo una doppia direttrice: individuare quali sono le principali polarità del territorio, quali sono cioè i “centri” riconosciuti dai cesanesi, e migliorare le connessioni tra loro.

Ogni zona di Cesano deve essere riconoscibile perché lì c’è un luogo dove la gente si può trovare, dove c’è aggregazione, dove ci sono servizi e punti di interesse, che sia una piazza, una scuola, un parco. Dobbiamo dirci chiaramente quali sono e investire per renderli più attraenti, per valorizzarne a pieno le potenzialità. Significa, ad esempio, fare degli investimenti sulla via Roma, davanti all’ingresso del Pertini, e la via Turati, cuore del quartiere Tessera, sopraelevando il tratto di strada e richiamando lo stile del centro storico. Significa riqualificare l’area dell’anfiteatro di via delle Acacie, rendendola polifunzionale e fruibile da un pubblico variegato, cogliendo l’opportunità di essere davanti a una scuola. Significa ripensare la scuola di via Gobetti e realizzare una nuova piazza su cui si affacciano diverse funzioni, non ultime quelle della formazione professionale, in modo da diventare catalitica per tutto il territorio.

Individuate queste “stelle”, ne dobbiamo fare una costellazione, unendole tra loro. Il ruolo delle connessioni è centrale.

La variante del PGT approvata nel corso del 2018 descrive un reticolato di nuovi percorsi ciclopedonali che impreziosiranno Cesano, che cambieranno il nostro modo di spostarci (grazie anche a un migliore sistema di trasporto pubblico) e legheranno maggiormente le varie polarità del paese. Pensate al progetto del Parco dello Sport: non si tratta solo di aggiungere all’area sportiva la piscina e un più attrezzato impianto da rugby. Significa realizzare un nuovo percorso, una nuova via ciclopedonale, che connette - tra alberi e attrezzi per fare sport all’area aperta - il quartier Tessera con la via Vespucci, la piazza Giovanni XXIII e il Quartier Giardino con la già presente pista ciclabile (e quindi con il centro storico). Integrare, fluidificare, ricucire, creare alternative alla mobilità. 

C’è il grande tema della stazione della S9: un’infrastruttura chiave in prospettiva che oggi è usata molto al di sotto delle proprie possibilità. Al di là delle responsabilità di Regione Lombardia sui treni, noi dobbiamo fare la nostra parte e oltre a rendere l’area vivibile e sicura, dobbiamo permettere ai cesanesi di raggiungerla a piedi o in bici. Per questo vogliamo realizzare un ponte ciclopedonale che scavalchi la Vigevanese e ci colleghi, oltre che con i treni, anche con il Naviglio. 

Dobbiamo infine pensare a un nuovo ruolo per il centro storico, alzando lo sguardo. L’arrivo della M1 a pochi metri dal confine e la costruzione dei nuovi quartieri poco al di là della via Isonzo costituiscono una nuova possibilità per quell’ampia area che difficilmente può rivolgersi a Baggio per i servizi e che coinvolge ad esempio il Valsesia. Dobbiamo sfruttare le nuove fermate della M1 per migliorare la connessione con i nostri vicini: che Cesano diventi il loro centro?



Questa news proviene da Simone Negri Sindaco di Cesano Boscone
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