News: Il Limite è un Trampolino
(Categoria: Cesano)
Inviato da Simone Negri
venerdì 17 maggio 2019 - 12:39:19


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Non potete capire quanto, a 10 giorni dal voto, faccia piacere trascorrere una serata ad occuparsi di un progetto su cui tanto si è creduto nel corso del mandato. Un’attività forse ordinaria da sindaco, anzi da assessore all’istruzione, passata ad ascoltare, senza dover propagandare nulla ma con la soddisfazione di raccogliere i frutti di quanto seminato.

Per il secondo anno, presso l’istituto Leonardo da Vinci, scuola e comune collaborano nel sostenere due progetti di grande valore condotti dalla nota psicopedagogista dott.ssa Valerie Moretti e dal suo collaboratore Jacopo Boschini.

Nella cornice di “Le parole non dette”, i due professionisti hanno affrontato una serie di 5 incontri  presso tutte le quinte della primaria alla presenza delle insegnanti volti ad educare al rispetto dell’altro e di se stessi, a far capire ed esprimere quali tocchi piacciono e non piacciono, ad individuare le figure di riferimento a cui chiedere aiuto qualora succedesse qualsiasi cosa che si fa fatica a capire o a spiegare.



Il fulcro della serata, però, era imperniato sul secondo progetto, rivolto alle prime e alle seconde medie, chiamato “Mio Castello, Mie Regole”. Jacopo Boschini ha ben spiegato la suggestiva origine del nome: il film “Il discorso del Re”. In sostanza il balbuziente re Giorgio VI, trovandosi nello studio di un logopedista vede intaccata la sua autorità da parte di questo che, di fronte alle ritrosie regali nell’accettare un ordine, lo avvisa così: “Mio Castello, Mie Regole”. 

L’obiettivo è tracciare un percorso di autonomia dei ragazzi che si affacciano all’adolescenza, basato sul rispetto vicendevole, sulla gestione delle emozioni, sul riconoscimento dell’adulto. Su questo la dottoressa Moretti ha insistito molto di fronte ai genitori: c’è la forte necessità di recuperare autorità e autorevolezza di fronte ai figli (e agli studenti nel caso degli insegnanti) e questo deve andare di pari passo con un sistema di regole.

La regola genera desiderio e frustrazione che sono due sentimenti essenziali. Un appagamento immediato di qualsiasi desiderio è una rovina per l’individuo perché nega l’appagamento e porta alla noia. Bisogna insegnare a resistere a un desiderio, a comprendere e gestire l’attesa, affinché si possa costruire la felicità. Il binomio desiderio-frustazione forgia il sé, con il rischio di sfociare nel “sè grandioso”: colui che crede che qualsiasi suo desiderio sia un obbligo per gli altri e non riesce ad attendere. Ho trovato molto interessante il passaggio sull’autostima: chi ha una buona autostima non è colui che ha di sè una considerazione altissima ma chi sa valutarsi con correttezza - si stima, appunto - riuscendo a valorizzare i propri punti di forza e riconoscendo le debolezze.

Il sistema delle regole fa sì che i figli possano sviluppare gratitudine rispetto ai genitori, accantonando la pretesa ed al contempo agendo positivamente sull’autorevolezza degli adulti. Mi ha fatto riflettere l’espressione “il limite è un trampolino”, ossia di come avere una cornice, un perimetro entro cui muoversi, sviluppi i talenti dell’individuo. E’ apparentemente contradditorio, ma il concetto è assolutamente profondo, quasi pessoiano.

Un altro aspetto centrale è il riconoscimento tra le figure educative e il rispetto per il proprio ruolo: i due genitori tra loro, i genitori rispetto agli insegnanti. Non bisogna mai di fronte a bambini e ragazzi mettere in dubbio autorità ed autorevolezza di un’altra figura educativa. Sarebbe un errore ferale. Lo stesso errore che spesso molti genitori compiono screditando gli insegnanti agli occhi dei figli. Sono le basi ma vanno considerate.

Ragionavo ieri sera su come si sia riusciti a fare sistema. L’auditorium era pieno di genitori e questa è la nota di maggiore soddisfazione: significa che al di fuori dei luoghi comuni, c’è molta attenzione alla crescita dei figli e c’è anche la disponibilità ad imparare, ad ascoltare, a mettersi continuamente in discussione. Parallelamente c’era la scuola. Ieri come nello sviluppo dei progetti: ho trovato entusiasmo da parte degli insegnanti, dedizione, la capacità di lavorare in gruppo e di instaurare sinergie. Qualcuno di loro mi ha detto di essersi sentito arricchito. 

Infine c’eravamo noi dell’amministrazione comunale che sappiamo quanto in questo momento questo tipo di attività sia importante nelle scuole. Un anno fa, rimasi sconvolto dalle parole di uno dei referenti della neuropsichiatria infantile del territorio che affermò con decisione che la vera emergenza è un’incompetenza genitoriale mai così deflagrante come in questi anni. Bisogna investire sull’educazione di figli e genitori, sulla famiglia e il suo impianto. Per noi pubblica amministrazione non significa “entrare”, frapporci tra figli e genitori, ma fornire strumenti, a tutti, in modo diffuso, instillare dubbi, far sorgere domande e riflessioni. Generare consapevolezza nei genitori di quanto abbiano una funzione delicata e di quanto, al di là delle proprie responsabilità, in questo mondo sia molto più difficile crescere le nuove generazioni: che se ne dica, il cortile di una cascina non ha nulla a che vedere con queste città aperte e piene di rischi, con l’insidia di internet e delle tecnologie… 

Comunque c’è un grande bisogno di questi progetti e credo che valga la pena finanziarli per far crescere collettivamente la nostra società.



Questa news proviene da Simone Negri Sindaco di Cesano Boscone
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