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venerdì 21 febbraio 2020 - 20:04:46

C'è Conad? Sì, anzi No. Le risposte che mancano in IV Commissione Regione Lombardia



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Saputo dell’audizione per il 20/2 presso la IV commissione di Regione Lombardia relativa alla vertenza Auchan-Conad, ho deciso di partecipare, per responsabilità istituzionale, con la remota speranza di avere qualche notizia in più - molto remota, ammetto - e con la curiosità di ascoltare per la prima volta la versione di Conad.

In realtà, a rappresentare il punto di vista del consorzio non era presente nessuna figura dell’azienda ma l’avvocato Gianluigi Baroni, professionista di PWC, che sta seguendo proprio l’operazione di acquisizione e ristrutturazione di ciò che rimane di Auchan in Italia.

E’ stata l’occasione per avere una visione di insieme. Quello sì.

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venerdì 07 febbraio 2020 - 14:21:11

La Sacra Famiglia mi risponde che...



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Un paio di giorni fa avevo lanciato un appello per la situazione di stallo sulla trattativa relativa all'accordo integrativo aziendale per i lavoratori di Fondazione Istituto Sacra Famiglia. Mi ha risposto il Presidente, Don Marco Bove, e siccome si tratta di una lettera aperta, visto l'interesse generale, la pubblico qui di seguito.

Segnalo come positiva questa interlocuzione e l'attenzione che mi è stata rivolta, pur non essendo io direttamente coinvolto nella vicenda, e credo che denoti un'apertura. Mi interessa sottolineare soprattutto il passaggio in cui il Presidente, dopo aver rilanciato l'invito al tavolo di trattativa, aggiunge 

"Siamo disponibili ad ulteriori sforzi per avvicinarci alle richieste sindacali."

Mi è stato riferito dai sindacati che le parti prossimamente si vedranno in Tribunale. Auspico che nei prossimi giorni, in una data antecedente quell'appuntamento, ci sia la possibilità che si incontrino per un ulteriore tentativo. 

(La formattazione della lettera - spazi, punteggiatura, grassetti, a capo etc - è quella originale)


* * * * * 
 
Caro Sindaco, 
 
la situazione di tensione che negli ultimi mesi vive il personale di Sacra Famiglia ha radici lontane, si tratta infatti del CAMBIAMENTO di ruolo che la Fondazione ha vissuto, a partire dai primi anni duemila, per la nascita dell’area sociosanitaria e l’uscita dei nostri servizi dal mondo sanitario, remunerato di più e completamente da fondi pubblici. A partire dall’Aprile 2008, la Fondazione ha adottato l’UNEBA, principale contratto del mondo sociosanitario, come contratto di lavoro di riferimento: l’ha fatto non solo per riequilibrare i bilanci (e non per generare profitti-ahimè!) ma soprattutto perché il quadro normativo del contratto UNEBA è più adeguato a gestire servizi sociosanitari. 
 
Contestualmente è stato siglato con le Organizzazioni Sindacali un Contratto Integrativo Aziendale che prevedeva per i lavoratori in servizio al 31.3.2008, per un periodo transitorio, condizioni di miglior favore connesse al precedente contratto sanitario ARIS. Tale periodo transitorio, dopo proroghe e un anno di ultrattività esperito, è giunto a scadenza, dopo più di undici anni, il 31.12.2019. 
 
In questi undici anni il mondo è cambiato ancora tante volte, con una profondissima crisi economica che ha ridotto le capacità di azione del settore pubblico e l’emergere impetuoso di nuovi bisogni sociosanitari che hanno condotto Sacra Famiglia a sviluppare nuovi servizi. Probabilmente per molti il clima non è più lo stesso rispetto ad anni fa, ma grazie ai nostri lavoratori abbiamo affrontato con passione e successo la sfida delle risposte da dare oggi, agli anziani fragilissimi che vanno seguiti nelle proprie case, alle famiglie con bambini autistici, alle persone gravemente disabili a fronte di malattie degenerative ed incidenti, per fare degli esempi.

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martedì 04 febbraio 2020 - 19:34:24

Un Appello per Sacra Famiglia e i Suoi Lavoratori



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Torno a esortare le parti affinché si giunga ad un accordo soddisfacente a favore dei lavoratori della Fondazione che stanno subendo un delicato passaggio contrattuale.  

Nonostante l’impegno preso da parte del consiglio comunale volto a sostenere il dialogo e il raggiungimento di un nuovo contratto integrativo, percepisco ahimé un irrigidimento delle posizioni che di certo non fa bene ad una riapertura del tavolo. 

Resto altresì convinto che tocchi alla dirigenza fare il primo passo, discutendo l’accordo su nuove e più convincenti basi. 

Proprio oggi mi sono recato in Sacra Famiglia e mi sono confrontato con alcuni lavoratori. Mi hanno mostrato i cedolini degli stipendi, da cui emerge in maniera palese che senza un’integrazione verrebbero lasciati sul campo più di 100 euro al mese per dipendente, oltre alla beffa di 2 ore settimanali in più non pagate. Parliamo di persone che lavorano quotidianamente a contatto con i disabili, su turni, con le notti. Allo stato delle cose, più l’attività è impegnativa (numero di turni) più i lavoratori sono penalizzati economicamente. 

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mercoledì 29 gennaio 2020 - 20:16:02

Sacra Famiglia: Il Consiglio Comunale all'Unanimità chiede che ISF rilanci la Trattativa



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Quanto sta accadendo presso la Fondazione Sacra Famiglia in queste settimane è argomento complesso che riguarda più di 900 lavoratori e che pertanto va affrontato con grande rispetto, soppesando le parole e mettendo in campo il coraggio di dire generosamente come la si pensa: al centro ci dev'essere il bene dei lavoratori.

Personalmente non ho dubbi da che parte stare: con i lavoratori. Sembrerà facile a dirsi, ma negli anni hanno pagato, forse da soli,  le scelte - anche gli sbagli - delle varie gestioni che si sono susseguite in Istituto e, non dimentichiamocelo, le trasformazioni dei settori sanitario e assistenziale dettate soprattutto dalle decisioni assunte a livello regionale. Lo sa chi ci lavora. Lo sanno i familiari di chi ci ha lavorato.

Stiamo parlando di persone che in Sacra Famiglia operano da decenni, sempre a contatto con la disabilità, anche quella più grave, spesso su turni decisamente faticosi. Ci sono responsabilità, attenzioni particolari, infortuni, gli odori, essere quotidianamente a contatto con persone che vivono grazie a un tubicino… non è facile. E io, a prescindere da tutto, credo che meritino ben altro che arrivare a malapena a superare i 1.000 euro al mese. In un contesto più generale, il caso di questi lavoratori può essere preso ad esempio di come in passato queste professioni facessero parte di quel ceto medio che si è impoverito ed indebolito negli anni: sì, hai un lavoro fisso, ma se devi portare avanti una famiglia magari non puoi permetterti il tenore di vita di prima, come pure ti devi dimenticare di poter comprare una casa ai figli. Senza considerare chi è da solo…

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giovedì 23 gennaio 2020 - 19:32:08

Scuola d'infanzia di via Don Sturzo: so far so close



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Sollecitato da diverse mail, messaggi e chiamate, nella giornata di ieri ho effettuato un sopralluogo presso la scuola dell'infanzia di via Don Sturzo. In alcuni casi veniva descritto uno scenario post-bellico (addirittura si era diffusa la voce di escrementi di topi nei letti dei bambini) che non ha avuto nessun riscontro reale. 

La sostanza è che l'edificio è esattamente nelle condizioni che conosciamo, con qualche problemino - legato all'età e alla mancanza di grandi investimenti recenti - ma comunque in sicurezza. Proprio per questi motivi, nel maggio scorso, l'uscente giunta comunale aveva deciso di destinare tutto il finanziamento statale di 75.000 euro per il sistema integrato 0-6 direttamente a quel plesso, senza suddividerlo in tanti piccoli rivoli, con cui poco si sarebbe potuto combinare nei vari edifici. Questa netta scelta causò più di qualche malumore, comunque superato. 

Dopo le elezioni, tale stanziamento è stato iscritto a bilancio e in data 19 settembre la nuova giunta ha approvato lo studio di fattibilità relativo alla riqualificazione del plesso integrando l’investimento con nostre risorse nell’ordine di ulteriori 90.000 euro. Il progetto messo successivamente a gara ha potuto quindi contare su 165.000 euro

Non male direi, figlio della volontà dell’amministrazione comunale di dare un bel segnale di attenzione all’istruzione in quartier Tessera. Ci crediamo.

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mercoledì 15 gennaio 2020 - 18:59:36

La Nuova Rotta tracciata dal Bilancio 2020-2022



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Comincia a concretizzarsi il percorso di questo mandato. Il passaggio principale è l’approvazione del bilancio di previsione 2020-2022 e del documento unico di programmazione che recepiscono le prime vere linee guida politiche di questa amministrazione.

Preciso fin da subito che non si tratta di un bilancio in continuità con quelli degli anni scorsi. Anzi.

Se cinque anni fa si navigava a vista, puntando a portare la nave in un porto sicuro per evitare la tempesta, ora, complice il mare più tranquillo, siamo salpati verso nuovi orizzonti. A mio parere, la nuova rotta deve essere impostata per far fare al nostro paese un ulteriore salto di livello, attraverso una crescita che sia legata ad un costante lavoro focalizzato su una serie di squilibri che ancora caratterizzano il nostro comune. Non mi dilungo in questa sede su questo tema, cui voglio destinare un approfondito ragionamento nei prossimi giorni.

Resta inteso che lo slancio verso progetti ambiziosi e sfidanti va di pari passo con la stessa meticolosa attenzione verso i conti, in un progressivo quadro di riduzione dell’indebitamento comunale e tenendo ben presente la massima che da sempre mi ispira: “Di una città non godi le 7 o le 77 meraviglie ma la risposta che dà a una tua domanda”: una summa che nelle Città Invisibili Italo Calvino ha donato a sindaci, amministratori locali e governanti vari e che raccoglie una serie di concetti a me cari, da essenzialità e pragmatismo alla sobrietà.

Tempi. Il bilancio di previsione è stato approvato lo scorso 19 dicembre. Approvare tale documento prima dell’esercizio finanziario cui si riferisce è una buona pratica che riusciamo a perseguire da un paio d’anni (nel 2014 si arrivò in consiglio comunale solo a settembre dell’esercizio in corso). Innanzitutto si deve essere nelle condizioni di poterlo fare: anche se preliminarmente, bisogna presentare conti in ordine e in equilibrio. Queste tempistiche rappresentano un vantaggio nell’azione amministrativa perché, a fianco ad alcuni vantaggi economici concessi dallo Stato (poca roba), permettono di poter avviare il nuovo anno su un percorso chiaro e con la possibilità di sviluppare fin da subito le nuove azioni previste dal bilancio, dall’indizione di gare legate alle opere pubbliche ai concorsi per l’assunzione di nuovo personale.

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domenica 03 novembre 2019 - 09:26:42

Discorso 4 novembre 2019



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Un caloroso benvenuto alle autorità civili, militari e religiose. Grazie a Voi cittadini che nonostante il maltempo avete voluto partecipare a questo importante momento istituzionale. E un ringraziamento di cuore all’associazione dei Combattenti e Reduci di Cesano Boscone che con attenzione e saggezza ci richiama al senso di questa commemorazione.

Come spesso capita negli ultimi anni, la Festa Nazionale del 4 novembre viene festeggiata in giorni diversi, in corrispondenza della domenica più vicina. Ci troviamo così il 3 novembre che è comunque una data importante: è infatti la ricorrenza della firma dell’armistizio di Villa Giusti, entrato in vigore solo il giorno dopo.

In prossimità di questa celebrazione ogni anno mi domando quali siano i motivi, al di là della retorica, che ci portano a officiarla. In questi termini, diverse amministrazioni comunali, hanno da tempo optato per una rispolverata delle bandiere e qualche manifesto commemorativo.

Invece io ci tengo a ricordarla. E credo abbia valore per diverse ragioni.

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mercoledì 09 ottobre 2019 - 18:44:46

Presentazione Piano di Mandato 2019-2024



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Si dice che in funzione dell’età, cambi anche la dimensione del tempo e la percezione che abbiamo rispetto al suo passaggio. Forse così è un po’ anche a livello amministrativo: un lustro può essere infinito e ricco di iniziative e progetti, oppure può fluire in modo abbastanza insignificante e passivo.

Avendo alle spalle un mandato e sapendo di essere già immerso in uno nuovo, ho piena consapevolezza di quanto fin dai primi mesi si debba mettere al centro un notevole sforzo di pianificazione ed organizzativo. Rispetto al 2014 osserviamo un panorama amministrativo completamente diverso: non dobbiamo fronteggiare le pesanti emergenze che una dopo l’altra avevano affastellato l’inizio del mio primo mandato e il quadro in generale per gli enti locali si è stabilizzato. Abbiamo inoltre a disposizione strumenti - penso ad alcuni regolamenti rivisti recentemente ed al PGT - che nel medio periodo possono garantire vivacità e uno sviluppo armonico al tessuto urbano.


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giovedì 05 settembre 2019 - 18:54:33

Un Appello al Governo Nascente



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Una delle principali lezioni che impari amministrando è che puoi avere le idee migliori del mondo, ma che per vederle realizzate serve tempo e ti devi occupare di tutto il percorso a valle della predisposizione degli importi a bilancio, la cosiddetta “attuazione”.

Succede nei piccoli comuni. Al governo del Paese è tutto amplificato e ancora più difficile. E’ una regola non scritta che riguarda diversi campi, dalle grandi opere ai provvedimenti di carattere sociale. Posso avanzare l’esempio di Reddito di Inclusione e di Cittadinanza: dopo due anni stava finalmente andando a regime il primo quando di colpo è subentrato il secondo: è passato un anno e ancora siamo in alto mare.

In queste ore si sta avviando una nuova esperienza di governo. Mi piacerebbe che prima di mettere in campo nuovi provvedimenti, con ingenti variazioni della spesa e lunghi iter parlamentari e ministeriali, si facesse la cosa più rivoluzionaria: auspico cioè che si passi in rassegna l’elenco delle spesa dei precedenti governi, di qualsiasi colore essi siano stati, e che, qualora i progetti fossero ritenuti di utilità, ci si adoperasse per sbloccarli. A volte manca un decreto attuativo, va rafforzato il team che ci deve lavorare, o semplicemente vanno ritirati fuori dal cassetto.

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giovedì 08 agosto 2019 - 18:52:05

Il Piano di Zona Sempre più al Centro delle Politiche Abitative



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Per la prima volta nella mia esperienza da sindaco e durante l’ultimo consiglio comunale, abbiamo subito una critica per le nostre politiche abitative. Ci mancherebbe, ci sta, e sicuramente ci si può sempre migliorare, soprattutto in un settore in cui le persone spesso vivono il dramma di perdere la casa, che magari è conseguente alla perdita del lavoro, ma che incide più in profondità rispetto all’essere disoccupato, mina le basi di qualsiasi certezza, toglie ogni riferimento.

Mi sono difeso mettendo sul tavolo le risorse economiche che in questi anni - direttamente  o indirettamente - il nostro comune ha erogato e i risultati raggiunti che sono figli di una non scontata efficienza nell’utilizzare quanto Regione Lombardia ci mette a disposizione. Ho anche descritto l’impegno con cui abbiamo investito, insieme agli altri comuni, sul piano di zona in tale ambito.

I piani di zona e non i comuni, infatti, sono sempre più i registi a livello locale delle politiche abitative. Nella prima occasione in cui Regione Lombardia (la DGR n. 6465/2017) ha deciso di erogare i fondi relativi a queste realtà sovracomunali è nettamente migliorato l’impiego delle risorse: diversamente dal passato in cui veniva impiegato solo il 20-30% di quanto a disposizione (alcuni comuni neanche un euro), in questo ultimo caso è stato utilizzato ben l’80% del budget regionale

Rispetto ai singoli comuni i piani di zona risultano pertanto più efficienti. Ritengo sia dovuto a due motivazioni principalmente. C’è sicuramente un aspetto organizzativo: spesso non tutti gli enti locali sono organizzati in modo tale da poter dare risposte sulla casa. Se pensiamo ai tanti piccoli comunelli dispersi per la Regione, è difficile che abbiano uffici dedicati. Diversamente il livello organizzativo “più alto” del piano di zona, occupando territori vasti, ha di certo qualcuno che si può occupare anche di casa (anche perché la dgr permetteva una quota di spesa di personale ad hoc). 


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