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giovedì 25 agosto 2016 - 15:58:09

Raccolta Fondi Comunale per la Ricostruzione dei Comuni Colpiti dal Terremoto



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Dopo il tremendo terremoto che ha raso al suolo almeno 3 paesi e tolto la vita a più di 240 persone, continuo a ricevere richieste da parte di cesanesi su come poter aiutare le popolazioni colpite. Già ieri in mattinata il nostro gruppo di Protezione Civile poteva contare su una lista di volontari pronti a partire per quelle terre devastate.

Mi aspettavo proprio questa risposta dai nostri concittadini, sempre molto sensibili quando c’è da attivarsi a favore di chi è in difficoltà.

Sentiamo la necessità di coordinare gli aiuti.

E’ l’esigenza che ci viene comunicata un po’ da tutti i livelli superiori e dalla stessa Protezione Civile.

Nel grande puzzle che si sta componendo a sostegno di queste comunità, noi intendiamo pensare già alla fase 2, alla ricostruzione.

Sull’emergenza ci siamo e probabilmente, data la grande attivazione su e giù per l’Italia di queste ore, un nostro intervento in questo momento non sarebbe neanche proficuo: nelle zone colpite ci sono già tantissimi volontari (più di quanti ne servano) e rispetto ai generi di prima necessità c’è ampia copertura.

Pertanto, abbiamo già pensato al dopo. Non alimenti, non coperte o altro, ma qualche soldo, in modo che finita la raccolta, tra qualche mese, queste cifre possano essere utilizzate per le necessità del momento.


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lunedì 01 agosto 2016 - 19:41:54

Libera Masseria



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Sono stato in Masseria per la prima volta qualche mese fa. Credo fosse febbraio. Mi aveva invitato Don Massimo Mapelli che, in una collaborazione con Libera, era impegnato per il ripristino di questa grande struttura.

La Masseria era un grande ristorante di proprietà del clan ‘ndranghetaro Valle che era anche dimora di alcuni esponenti di tale famiglia. non era solo un ristorante tant'è che vi trovava anche spazio una “sala della torture”, impiegata per la gestione delle estorsioni.

Dopo la confisca e in attesa di assegnazione il bene ha subito circa 500.000 euro di danni, il che, unitamente all’incuria, ha fatto sì che non ne fosse semplice il recupero.

Proprio in quell’occasione ho capito quanto è complessa la gestione dei beni confiscati alle mafie. Cominciano a essere tanti, le procedure sono faragginose, il supporto dello Stato non è così percepito ed è difficile pensare a come reimpiegarli a fini sociali e civili.

In altri parole, per quanto siano straordinari l’impegno e l’entusiasmo dei volontari che ci si dedicano, è difficile pensare a una progettualità di lungo corso senza un adeguato sostegno istituzionale. Intorno a queste strutture serve una rete costituita dallo Stato e dalle forze dell’ordine. E’ impensabile che quasi tutto sia sulle spalle del comune in cui si trova (in questo caso la pur volenterosa amministrazione di Cisliano).

Per questo abbiamo ritenuto che anche Cesano esprimesse la propria vicinanza a questa realtà. I confini geografici non contano nulla per la ‘ndrangheta nel territorio. Pertanto non devono contare nulla neanche alla lotta alle mafie. Alla fine, se ci si pensa, quel luogo abbandonato, tutto sommato anonimo, è a circa 3-4 km da noi e chissà quante volte ci siamo passati davanti senza sapere quale fosse la sua storia. Ci serve anche per aprire gli occhi.

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giovedì 21 luglio 2016 - 11:21:28

Occhio alla Nuova Legge sulla Casa della Regione!



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Lunedì 18 luglio, ore 23 circa. Al teatro Piana fa un caldo pazzesco. Un po’ la serata, di per sé torrida, un po’ le tante persone che a sorpresa si sono presentate per capire qualcosa di più sulla nuova legge regionale sui servizi abitativi (LR 16 dell'8 luglio 2016). Dopo l’esposizione della legge da parte del consigliere regionale Onorio Rosati e le mie riflessioni sulle conseguenze per Cesano, è il turno delle domande dal pubblico. Una signora interviene dicendo: “Il diritto alla casa svanisce”.

Breve pausa di riflessione. Ci penso. Questo nuovo testo comporta diverse preoccupazioni. Ma da solo, dobbiamo essere onesti, non può avere effetti così catastrofici. Però ci penso. Il diritto alla casa, il diritto ad avere un tetto sopra la testa, ad essere riparato dal freddo d’inverno da condividere con i propri cari. Beh, ma se non pagano o non han mai pagato han diritto a stare in un alloggio? E chi ha fatto sacrifici? Però per quante colpe possa avere una persona, pensarla in mezzo alla strada… no. Anche recentemente ce l’abbiamo messa tutta per evitare una serie di sfratti. Siamo riusciti a rimandarli una volta - grazie all’assenso del prefetto - ma dopo qualche mese l’ufficiale giudiziario si è presentato e ha fatto il suo mesto dovere.

Diverse delle persone che finiscono fuori casa prima si sono presentate da me. In molti casi, dopo lo sfratto, non le ho più viste né sentite. So che alcuni vanno a vivere con i familiari altrove. Altri tornano al paese di origine, spesso nel Meridione. Ma ho anche il dubbio che alcune finiscano nei dormitori, in macchina, sulle panchine. Magari sono riuscite ad affittarsi un box, dove hanno lasciato i mobili oppure il tutto è in qualche magazzino. Mi ha colpito il caso di una persona che è stata allontanata da Aler perché abusiva che aveva il problema di non poter accedere all’abbigliamento estivo in quanto i mobili erano in un capannone il cui gestore era fallito e quindi l’accesso all'armadio con i vestiti interdetto.

Quante piccole tragedie familiari silenti per via della casa. Se ci si pensa è un’esigenza fondamentale. Dopo l’alimentazione è forse la priorità per la persona. Più importante del lavoro: si lavora per convenzione, per poter avere le risorse economiche che permettono di vivere. Al di là di ciò che pensa qualche filosofo, per il quale il lavoro copre il vuoto della vita, facendo finta di darle delle regole, si può vivere bene senza lavorare. Senza una dimora no.

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sabato 25 giugno 2016 - 14:46:28

M4: pronti a valutare



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Qualche giorno fa ho partecipato a un incontro presso la sede di Metropolitane Milanesi in compagnia dei sindaci dei comuni limitrofi.

Argomento: eventuale prolungamento della linea M4.

Ad oggi i progetti prevedono che tale metropolitana giunga nei pressi di Buccinasco, benché ancora in territorio milanese.

Pare ci sia qualche spiraglio per ragionare su un'estensione che, per quanto riguarda Cesano, potrebbe interessare la zona della Vigevanese.

Come sempre mi piace essere onesto intellettualmente ed esprimere fino in fondo il mio pensiero: per via dei costi enormi dubito al momento che sia perseguibile.

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martedì 21 giugno 2016 - 18:34:21

I 120 anni dell'Istituto Sacra Famiglia... e Cesano



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Sono onorato di aver partecipato in veste di Sindaco alle celebrazioni per i 120 anni dell’Istituto Sacra Famiglia.

Nella mattinata il Presidente Don Enzo Barbante ha indicato per la Fondazione la definizione che a mio avviso è più calzante: Comunità di Vita.

Spesso si sente parlare dell’Istituto come ospedale, come luogo di sofferenza, come paese nel paese… tutte definizioni riduttive e in buona parte ingiuste, soprattutto agli occhi di chi, come i cesanesi, conosce quel luogo.

Comunità di vita mi pare più appropriato. C’è un continuo movimento all’interno. E’ una realtà operosa, frizzante anche dal punto di vista delle attività che vi si svolgono. Ed è vero che si curano le persone, che c’è chi soffre, che ci sono le disabilità gravissime e le malattie mentali. Ma è anche vero che la prospettiva è radiosa, le giornate trascorrono con gioia e nessuno può dirsi solo lì dentro. La Sacra Famiglia è accoglienza.

No molti giorni fa, in Curia, è stato presentato un libro che parla di questi (primi) 120 anni. L’Istituto è stato annoverato tra le grandi manifestazioni del cattolicesimo lombardo di fine ‘800, di quel “rito ambrosiano” che ha reso unica l’esperienza della Chiesa milanese nel corso dei secoli. 

Ma non basta. Per capire a fondo questa grande opera, a mio parere e non perché godo di un punto di vista interessato, è necessario comprendere quali sono le dinamiche che la legano proprio a Cesano Boscone.

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lunedì 13 giugno 2016 - 17:36:40

Anno 2: cosa abbiamo fatto



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Il giorno 11 giugno questa amministrazione è entrata nel terzo anno di mandato e si appresta al giro di boa. Ci arriviamo con la sensazione della ripartenza, grazie al movimento che è stato innescato tra il 2015 e il 2016, primo vero periodo di reale governo del paese, dopo la fase iniziale di inserimento. Siamo convinti che nel corso del nostro secondo anno alla guida del paese siano state gettate le basi per alcune importanti operazioni che si concretizzeranno a partire dai mesi estivi che stiamo per affrontare. Provo a sintetizzare quanto di più significativo svolto per punti.

Piscina. Innanzitutto, abbiamo voltato pagina rispetto alla vicenda legata alla mancata costruzione della piscina comunale. Nel mese di gennaio abbiamo pagato la seconda rata del 1.650.000 che abbiamo corrisposto ad MPS dopo un’estenuante trattativa (partivamo da oltre 3.800.000 euro). Oltre ad aver schiarito l’orizzonte, abbiamo ora la possibilità di fare un’indagine di mercato per verificare se c’è qualche privato - e soprattutto se ci sono le condizioni - per poter proseguire l’opera. Vedremo.

Conti. Chiudere nell’arco di pochi mesi una disgrazia come questa, ovviamente rende più sicuro il bilancio del prossimo futuro. Abbiamo vissuto settimane con il terrore che la banca potesse presentarsi per pignorare beni comunali. Ormai è archivio. Parallelamente, abbiamo proseguito nell’opera di consolidamento del bilancio comunale - in via di netto miglioramento come testimoniato dai parametri regionali - attraverso la continua revisione della spesa (significativa la riduzione legata alla flotta aziendale) e un netto miglioramento della riscossione, soprattutto legata all’IMU che complessivamente ci ha visto nel 2015 accertare 800.000 in più rispetto al 2013 (+22%). Inoltre la brillante operazione di rilancio del centro commerciale Auchan City, ha comportato maggiori - ed inaspettate - entrate per 737.000 euro legate ad oneri di urbanizzazione.

Grazie all’avanzo accumulato nel bilancio 2014, dopo qualche anno di blocco, è stato possibile far ripartire la spesa per investimento: sul territorio sono stati distribuiti circa 900.000 euro di opere.

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venerdì 10 giugno 2016 - 12:17:24

Responsabilità, soprattutto quando si parla di Scuole



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In tutto bisogna avere misura. E descrivere le situazioni per ciò che sono.

Il caso della scuola materna di via Acacie è emblematico. Come tante strutture presenti a Cesano - ma possiamo estendere il ragionamento a tutti i comuni italiani - è stata costruita negli anni '70 e oggi presenta delle problematiche legate alla vetustà. Capita cioè che ci possano essere delle crepe, che l’intonaco si sia distaccato in qualche punto, che gli infissi e i sanitari siano relativi all’epoca di costruzione, che i termosifoni presentino degli spigoli vivi. Non tutto si può sistemare subito: abbiamo 10 (!) plessi scolastici attivi sul territorio e sono coevi, quindi tutti necessitano di accurata manutenzione. Piano piano facciamo il giro, ma lo stesso nostro bilancio ci rende impossibile intervenire istantaneamente sul nostro patrimonio.

Altrettanto naturale è che ATS svolga dei controlli nelle strutture e che al termine della visita rilasci un referto con le criticità riscontrate. Nel caso in cui si tratti di questioni in grado di pregiudicare la salute dei bambini ovviamente impone la chiusura della scuola. Quando vi siano invece problemi di un certo rilievo impone delle prescrizioni a comune e istituto scolastico. Quando ancora si tratta - come nel caso di specie - di “inconvenienti”, li segnala con l’auspicio di un futuro intervento risolutivo.

C’è quindi una gradualità. Di cui si dovrebbe tener conto.

Su via Acacie negli scorsi mesi ho ricevuto una raccolta firme da parte dei genitori preoccupati da alcuni casi di ossiuri (poi mi risulta fossero 2). Si sospettava che la manifestazione di sintomi (il prurito è il principale) riconducibili a tali vermi potesse essere legata alla contaminazione dell’acqua della scuola, solitamente attinta dal bagno, o dalla scarsa igiene dei sanitari. Abbiamo effettuato un sopralluogo immediato presso la struttura verificando lo stato di pulizia dei bagni e abbiamo disposto l’analisi delle acque. Pur prelevando l’acqua dai rubinetti del bagno abbiamo potuto apprezzare ancora una volta che la qualità delle acque cesanesi è paragonabile a quella delle migliori fonti minerali e, al contempo, che non risulta affatto contaminata dal punto di vista biologico.


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martedì 07 giugno 2016 - 15:43:41

IMU: alla base della riduzione c'è l'aumentata fedeltà fiscale



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Subdolamente vi voglio ricordare che il giorno 16 giugno si paga l’acconto dell’IMU. Quindi la reale ragione di questo contributo è da ricercare solo nelle esigenze di cassa del comune.

Scherzo. Penso sia giusto dar conto di una scelta importante degli scorsi mesi.

Si è discusso in consiglio comunale circa la riduzione dell’aliquota dell’IMU sulle seconde case, dal 1.06 allo 0.9%.  Un punto e rotti di IMU che corrisponde a più di 200.000 euro di minori introiti per l’ente cui va aggiunto l’abbattimento - giusto - deciso dal governo per i casi di comodato d’uso gratuito ai figli.

La riduzione da noi prevista si applica solo agli alloggi concessi in locazione con contratto regolarmente registrato. Gli altri pagheranno l’aliquota piena.

Le ragioni di tale scelta sono molteplici. 

Chi la contesta sostiene che si tratta di un favore ai grandi proprietari che non darà risposte tangibili sul territorio.

Spero di riuscire a spiegare perché, dal mio punto di vista, è vero il contrario.

Innanzitutto Cesano non era obbligata a mantenere l’aliquota massima sull’IMU. E’ una scelta rispetto alla quale ero scettico già da consigliere. La mia convinzione è che sia giusto tassare gli immobili, anche la prima casa, ma che si dovrebbe fare una distinzione chiara rispetto all’utilizzo. Le seconde case di Cesano non sono assimilabili a quelle di un comune di villeggiatura: per chi ci abita sono prime case a tutti gli effetti e non l’appartamento per le vacanze estive.


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domenica 05 giugno 2016 - 16:31:45

Le Scuole di Italiano di Cesano



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Immagino che il titolo sia curioso. Per il plurale. Non la scuola, ma le scuole di italiano rivolte ai cittadini stranieri.

Cesano è tra i non molti comuni dell’hinterland ad aver pensato di favorire l’integrazione dei migranti attraverso dei corsi di lingua. Se andiamo a vedere ne abbiamo ben 3 attivi oggi. Considerando il progetto SPRAR dell’Istituto Sacra Famiglia, addirittura 4.

Si tratta di attività svolte direttamente o comunque con il forte sostegno da parte di associazioni del territorio, ma in questi anni è via via cresciuto l’impegno dell’amministrazione. Non scontato, direi. Siamo un’amministrazione di sinistra ed indipendentemente dalle nostre idee sul fenomeno migratorio partiamo da una constatazione.

Che ci piaccia o no, la Cesano di domani sarà un comune cosmopolita

Non siamo noi a dover promuovere politiche nazionali sull’immigrazione, ma è evidente che la presenza di cittadini di origine straniera è cresciuta e crescerà ancora nei prossimi anni. Compito di chi amministra a livello locale è favorire il più possibile la coesione sociale e la piena integrazione di chi vive entro questi confini.

Oltre ad avere più opportunità personali da spendere nel nostro Paese, una persona che arriva da lontano e che si inserisce nel tessuto sociale diventa un cittadino migliore, nel rapporto con chi già vive qua, nel rispetto delle regole, nel contribuire a una crescita comune.

La lingua è il primo elemento. Non sufficiente ma necessario.

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venerdì 03 giugno 2016 - 18:27:36

Ex-Cesanolab: risposta alla lettera aperta del M5S



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Con la pacata lettera rivoltami dal Movimento 5 Stelle, mi viene data l’occasione di dar conto dell’attività che nel prossimo periodo svolgeremo presso la struttura di via Trento, ex Cesanolab.

Come sapete, la struttura è ormai ferma da quasi due anni. Questo nonostante due bandi che, benché la proponessero a condizioni uguali o addirittura più accessibili rispetto a quelle che avevano visto l’aggiudicazione da parte del gruppo di cooperative in passato, sono in sostanza andati deserti. Per la cronaca uscimmo anche con un piccolo bando, rivolto a privati, al fine di affittare lo spazio per il Capodanno di un anno fa, ma pure quello andò deserto.

Abbiamo elementi per ragionare rispetto al rilancio ed è evidente che vi sia più di qualcosa da ricalibrare. Detto questo però dobbiamo anche dire che non c’è la fila…

Testardamente continuiamo a pensare che quella struttura debba essere destinata a politiche per i giovani.

Abbiamo infatti negli occhi le immagini di tante serate meravigliose all’interno di quello che fu il Cesanolab e siamo convinti che se fosse aperto, per i giovani di Cesano sarebbe una casa. Negli anni il senso d’identità locale è cresciuto molto e tanti ragazzi oggi vogliono vivere il nostro paese, senza necessariamente recarsi a Milano o altrove. Vogliamo dargli questa opportunità.


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